Omofobia, Cassazione riconosce che Pillon incitò all'odio

Omofobia, Cassazione riconosce che Pillon incitò all’odio

Le motivazioni con cui la Suprema Corte di Cassazione ha rovesciato la sentenza assolutoria d’appello nei confronti del senatore Simone Pillon per i suoi pubblici attacchi contro un’associazione Lgbti+, la Omphalos di Perugia, segnano un importante riconoscimento giuridico del discrimine tra diritto di critica e incitamento all’odio.

E’ esattamente questa la linea rossa che determina i confini dei cosiddetti ‘discorsi d’odio’ su cui la nostra commissione ha svolto una lunga indagine conoscitiva.

Il dispositivo della sentenza della Cassazione fa infatti riferimento al richiamo della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sui casi in cui la libertà di espressione viene ‘irresponsabilmente esercitata, provocando offesa alla dignità e alla sicurezza di gruppi della popolazione’. E, aggiungiamo noi a conclusione della nostra indagine, limitando anche la libertà di espressione di questi gruppi che, come in questo caso, sono finiti sotto attacco diffamatorio solo per aver fatto campagne nelle scuole contro l’omofobia e il bullismo.